Ghisa Moa 01 – Gennaio 2024

30 Gennaio 2024 - 4 minutes read

L’Associazione culturale Gruppo Moa promuove una call rivolta a chiunque lavori con le immagini, volta alla raccolta e alla pubblicazione di contributi sul tema della ghisa nel paesaggio urbano. Tutti i contributi selezionati verranno presentati in una mostra presso la Galleria Sinestetica a Roma in Viale Tirreno 70b. L’esito della mostra sarà oggetto di una pubblicazione curata dal Gruppo Moa.

Modalità e termini di partecipazione

I partecipanti dovranno presentare un singolo elaborato grafico, disegno, fotografia, elaborazione grafica digitale, frutto della riflessione personale sul tema oggetto della call. Il termine ultimo per la presentazione della proposta è il 22 marzo 2024. L’eventuale accettazione della propria candidatura, da parte del comitato curatoriale, avverrà entro la data del 2 aprile 2024. I contributi dovranno essere inviati all’indirizzo email gruppomoa@gmail.com, con oggetto Moa 01 – GHISA. I file devono rispettare il formato jpeg o tiff, con risoluzione minima di 300 dpi, tenendo conto che la dimensione massima di esposizione sarà il formato ISO A4. L’immagine dovrà essere corredata da un titolo ed una didascalia di massimo 600 battute.

La selezione degli elaborati verrà presentata il 13 aprile 2024 con una mostra organizzata negli spazi della Galleria Sinestetica – Viale Tirreno 70b, Roma.

Call

La ghisa è, secondo la definizione dell’enciclopedia Treccani, un “Prodotto siderurgico consistente in una lega ferro-carbonio con tenore in carbonio fra 1,9% e 6,5%.” È un materiale ecologico e sostenibile, che può essere facilmente riciclato e riutilizzato senza generare rifiuti tossici o nocivi per l’ambiente. Le sue caratteristiche fisiche la rendono incredibilmente resistente e durevole. Viene perciò impiegata nella produzione di oggetti che devono durare nel tempo e resistere ad urti e intemperie, con poca o zero manutenzione.

Molti di questi oggetti sono davanti ai nostri occhi quotidianamente: tombini, panchine, pali della luce, portabici e fontanelle. Si tratta di elementi del paesaggio urbano che restano immutati per decine, se non centinaia di anni, sopravvivendo spesso agli edifici ad essi limitrofi. Gli oggetti in ghisa sono discreti osservatori della città, nella loro durevolezza la vedono mutare sicuri della loro utilità.

Le fontanelle di Roma ne sono un esempio. Piccoli menhir urbani, disseminati ovunque nel centro storico e non solo, testimonianza persistente dell’identità cittadina. L’arte dei tombini in ghisa risale ai primi del XIX secolo, quando la lavorazione del ferro e della ghisa raggiunse l’apice in Europa. Alfonso Morone nel suo Tombini d’Italia racconta come i chiusini e gli elementi in ghisa non soffrano di obsolescenza programmata, né tantomeno di continui aggiornamenti tecnologici. Essi sono fatti per durare, in un compito immutabile nel tempo, pronti ad essere riciclati illimitatamente grazie alle loro caratteristiche fisiche.

In un paesaggio urbano alla continua rincorsa della novità e del rinnovamento forzato ed interessato, la ghisa resta immobile ed impassibile. Stoica nel suo compito decretato da uno stampo fondiario. Oggetto di questa indagine è una scala ridotta, costituita da elementi soprasseduti, dalla durevolezza e chiarezza di intenti di un materiale nobile e discreto.

Bibliografia di riferimento

  • V. Magnago Lampugnani, Frammenti Urbani – I piccoli oggetti che raccontano le città, Bollati Boringhieri, Torino 2021
  • A. Morone, Tombini d’Italia – dal progetto grafico al design del prodotto, LetteraVentidue, Siracusa 2022
  • G. Akasegawa, S. Minami, T. Fujimori, Rojō kansatsugaku nyūmon, Chikuma Bunko, Tokyo 1986
  • G. Cullen, The Concise Townscape, Architectural Press, New York 1961
  • I. De Wolfe, The Italian Townscape, Architectural Press, New York 1963

È possibile richiedere informazioni o chiarimenti all’indirizzo email gruppomoa@gmail.com