Inaugurazione Runa Simi di Gaudy Rossi

31 agosto 2018 - 3 minutes read

Gli spazi di Sinestetica riaprono dopo la chiusura estiva, con la mostra “Runa Simi” della giovane fotografa romana Gaudy Rossi.

RUNA SIMI

Il Cotopaxi è il vulcano attivo più alto dell’Ecuador. Cotopaxi, nella locale lingua quechua significa Collo della Luna: quando la luna è piena sembra in effetti posarsi sopra il cono del vulcano,dando vita ad un grande gigante luminoso. Il Chimborazo invece è la montagna più alta in prossimità dell’equatore: la sua vetta è quindi il punto più
distante dal centro della Terra. Per la sua mole è soprannominato dagli abitanti quechua Taita Chimborazo, papà Chimborazo.
La lingua parlata dal popolo quechua era strumento per un rapporto trans-animistico con il cosmo, secondo cui ogni cosa era dotata di uno spirito di riflesso divino. La pioggia, le foglie, le rocce e le nuvole erano figlie delle tre grandi madri del cosmo: Pachamama, madre della terra, Mama Waira, madre dell’aria e Mama Cocha, madre della acque.

“La lingua popolare quechua odora di terra bagnata, di erba fresca e di natura viva, è una lingua delle intemperie, che sa di tutto ciò che palpita, umido e scintillante di tempesta andina, sul pianeta del Sole.”

– Alejandro Romualdo, Perù, 1957

L’intreccio tra la cultura ecuadoriana e la sua armoniosa natura è il filo rosso di questo racconto fotografico: diviso in “trittici naturalistici”, l’intento è quello di osservare come ricorrenze di soggetti e di impressioni si muovano all’interno di regioni morfologicamente diverse: la costa (il mare – Mama Cocha),
la Sierra (la montagna – Mama Waira) e l’Oriente (la foresta amazzonica – Pachamama).
Questi tre ambienti sono caratteristici di tutto il Sud America, e nonostante si tratti del paese meno esteso, l’Ecuador possiede al suo interno tutti e tre questi elementi.

Runa Simi (runa= uomo, simi=idioma) ovvero “linguaggio umano”, era il nome proprio utilizzato dalla popolazione Inca per indicare il termine “quechua”. Per chiedere ad un qualsiasi “uomo parlante” quechua che lingua parla, non gli si domanda: “Quechuatachu yachanqu” (parli quechua?) ma “Runa simita yachuanquichu” (parli il linguaggio umano?)

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Gaudy Rossi, 23 anni, un nome originale e un cognome banale, nasce di maggio a Roma. Il suo primo incontro con la fotografia avviene grazie a una vecchia Nikkormat della madre, con la quale
impara le prime rigide regole della fotografia analogica. A 16 anni comincia a viaggiare lontano con la sua prima Nikon, fedele compagna di viaggio sempre presente nello zaino, con la quale colleziona ricchi reportage fotografici da condividere una volta
tornata. Grazie a vari laboratori incentrati sull’espressività, Gaudy impara a relazionarsi con i soggetti fotografati focalizzando il proprio sguardo sulla loro gestualità su un principio essenziale di movimento che scandisce anche la narrazione del progetto qui presentato.
“Runa Simi” è la sua prima personale: ancora un viaggio, sempre la sua Nikon.

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INGRESSO LIBERO

Per tutta la durata dell’evento il bancone di Sinestetica sarà pronto a soddisfare ogni vostra bramosa richiesta.