Casanza – Vino e cibo nel labirinto del carcere

11 giugno 2018 - 1 minute read

“Ho imparato ad apprezzare allora il valore del vino; per noi era sacro e, come preti sull’altare, lo maneggiavamo con cura, attenti a che non ne cadesse nemmeno una goccia.”

Il Collettivo Fare Cose e Sinestetica sono liete di presentare

LETTURE e narrazioni di Alessandro Pera: le storie che verranno raccontate mostreranno qual’è il ruolo giocato dal vino e dal cibo nella vita dei detenuti, e quanto gesti che a noi sembrano scontati, nella detenzione assumano un valore quasi sacrale. “Casanza” è il termine usato dai detenuti per indicare il cibo distribuito dall’amministrazione, il vitto carcerario.

DEGUSTAZIONE della Falanghina Selva Lacandona: il vino Selva Lacandona è il primo vino doc prodotto su un bene confiscato alla mafia in Campania. Fino al 1997 il terreno era del clan Simeoli, ma dal 2012 è stato affidato alla Cooperativa sociale (R)esistenza.

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