Alle mani allo sguardo

1 marzo 2018 - 3 minutes read

9 marzo ore 19:30

Sinestetica è lieta di invitarvi all’inaugurazione della mostra

Alle mani, allo sguardo
Un’esposizione delle opere di Federico Cianciaruso, Simone Galli, Isabella Zaccagnini, a cura di Irene Romano

Alle mani, allo sguardo offre una triplice visione d’artista. I misurati ma titanici studi di creta di Isabella Zaccagnini abitano gli spazi delle fotografie di Federico Cianciaruso e Simone Galli. Frammenti scritti inseguono un quadro di suggestioni nate dal rincorrersi delle opere dei tre.
L’occhio fotografico di Galli e Cianciaruso risuona in luoghi altri, alimentato dagli scritti di Foucault e Augé e dagli scatti di Ghirri e Shore. Ciò che offre è la scoperta di nuovi immaginari.
Le mani di Zaccagnini riscoprono il vitale contatto con la materia, ricercando una misura per un corpo umano barocco ed irreale. Figure titaniche, utopizzate eppure incomplete, emergono dalla terra e si torcono alla conquista dello spazio.
Il corpo è il punto zero, utopia infinita in grado di generare le dimensioni circostanti, quelle del mondo emerso. Attorno all’immensità di figure eterne si stagliano luoghi che, più che dell’essere umano, rivelano la caducità dell’essere presenti. Eterno presente quello dei luoghi immortalati, eternità nell’istante quella dei corpi d’argilla.
Nei sensi il terreno di contatto, un orizzonte che imposta la possibilità di portare a sé un dialogo nuovo con i luoghi che ci circondano.

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Federico Cianciaruso (1991), e Simone Galli (1989) sono due fotografi romani. L’idea di lavorare insieme nasce da una comunione di sguardi e di intenti, e da un’amicizia consolidata negli anni. Si laureano in architettura presso l’Università Sapienza di Roma, dove si conoscono ed iniziano a collaborare e, nel 2018, fondano insieme lo studio fotografico Atlas a Roma. Questi studi contribuiscono alla formazione dello sguardo, lo spazio urbano è il soggetto privilegiato, con una attenzione specifica agli spazi altri, non riconducibili ad una categoria ben definibile, osservati con la convinzione che la fotografia offra il potere di manipolarne le forme, stabilendo relazioni arbitrarie ordinate dallo sguardo.
Isabella Zaccagnini (1989), architetto, vive a Roma dove frequenta il dottorato di ricerca in ‘Architettura. Teorie e Progetto’ presso l’Università Sapienza. Nei suoi lavori, la ricerca spaziale ed architettonica si affianca ed accavalla a disegno e scultura, volgendosi alla scoperta dell’uomo e del suo modo di relazionarsi con lo spazio, comprendere le forme, toccare la materia. Ha recentemente esposto presso la Vetrina a Calvi dell’Umbria di Giovanna De Sanctis Ricciardone.